Oidio della vite: grappoli sani, vini eccellenti
Prevenire e curare l’oidio della vite: CIDELY® di Syngenta, a base di cyflufenamid, offre azione preventiva e curativa sull'oidio della vite, proteggendo efficacemente foglie e grappoli
Nei casi più gravi genera spaccature negli acini, aprendo la via a ulteriori patogeni e parassiti. Ma anche senza giungere a tali danni, l’oidio della vite (Uncinola necator) può conferire alle uve sapori sgradevoli che mortificano la qualità dei vini. Per tali ragioni il suo controllo necessita programmi di difesa razionalmente strutturati, tali da proteggere efficacemente la vite lungo l’intero ciclo colturale.
Oidio della vite: un patogeno infido e ostile
La gestione di questo patogeno è resa più complessa per via della sua capacità di svilupparsi in maniera latente e per un periodo molto prolungato lungo la stagione produttiva, senza manifestarsi con sintomi immediatamente visibili. Le sue infezioni iniziano infatti già nel mese di maggio, ma solo nelle settimane successive, quando di norma il caldo-umido domina nei vigneti, si potranno osservare chiaramente le relative macchie su foglie e, soprattutto, su grappolo.
Intervenire a patogeno ormai insediato rischia quindi di dare risultati deludenti e per questi motivi è bene impostare la difesa della vite già dalle prime fasi primaverili. Fondamentale in tal senso la strategia preventiva, atta a sbarrare la strada fin da subito alla diffusione del patogeno. Ancor meglio se i prodotti impiegati offrono al contempo anche una buona efficacia curativa.
CIDELY®: prevenire e curare insieme
Tra le soluzioni antioidiche disponibili su vite si distingue CIDELY® di Syngenta, formulato come emulsione acquosa a base di ciflufenamid in ragione di 51,3 grammi per litro. Appartenente alla famiglia chimica delle fenilacetammidi (Gruppo Frac U 06), questa sostanza attiva rappresenta un valido strumento sul quale fondare i più efficaci programmi di difesa antioidica della vite.
Il suo meccanismo d’azione si mostra differente e complementare rispetto ad altre sostanze attive impiegate contro questo patogeno, integrando quindi al meglio l’azione di altri fungicidi come, per esempio, gli inibitori della sintesi degli steroli o dei processi di respirazione mitocondriale, verso i quali non mostra fenomeni di resistenza crociata.
Tra i punti di forza di CIDELY® spicca la capacità di intervenire su più stadi del ciclo biologico dell’oidio, esercitando su di esso un’efficace attività sia preventiva sia curativa. Le applicazioni in chiave preventiva rimangono comunque quelle più efficaci, essendo effettuate subito a ridosso dell’infezione, mentre l’attività curativa rappresenta un utile supporto nei casi in cui non sia stato possibile applicare il prodotto con il giusto anticipo sul patogeno. Circostanza, quest’ultima, che dovrebbe però avere carattere occasionale rispetto a una gestione fondata su interventi tempestivi e programmati.
Efficace in tre mosse
L’uso preventivo di CIDELY® si avvantaggia dell’eccellente resistenza al dilavamento, pregio che contribuisce a prolungarne la persistenza sulle superfici trattate, mentre le sue proprietà citotropico/translaminari aggiungono un’apprezzabile sistemia locale che amplifica il raggio d’azione della sostanza attiva anche all’interno dei tessuti vegetali.
Infine, a ulteriore vantaggio dell’efficacia complessiva del trattamento, va considerata la ridistribuzione spaziale del prodotto grazie all’attività di ciflufenamid in fase di vapore. Ciò si apprezza soprattutto a livello di grappolo, permettendo alla sostanza attiva di proteggere gli acini in modo particolarmente omogeneo.
Dosi e consigli di impiego
L’elevata specificità d’azione nei confronti dell’oidio fa sì che CIDELY® abbia una dose di impiego su vite molto contenuta, pari a soli 500 millilitri per ettaro, quindi meno di 26 grammi di sostanza attiva. Aspetto, questo, che contribuisce a minimizzare l’impronta ambientale e residuale del prodotto.
Inoltre, la dose per ettaro rimane tale indipendentemente dai volumi d’acqua utilizzati e dalle attrezzature di distribuzione adottate, sebbene vada sempre consigliato di operare in modo da garantire una bagnatura uniforme e completa della vegetazione, condizione essenziale per ottimizzare le performance del trattamento.
Due sono le applicazioni ammesse per ciclo produttivo, mantenendo fra loro un intervallo di 10-14 giorni in funzione delle condizioni di campo. Il momento ideale per l’applicazione di CIDELY® cade nella fase di ingrossamento acini, generalmente collocata nel mese di giugno e quindi molto antecedente ai 21 giorni di intervallo di sicurezza previsti per la vite.
Linee complete per risultati eccellenti
Essendo la difesa dall’oidio molto prolungata, per il suo controllo ottimale servono linee tecniche basate su prodotti dalle caratteristiche il più possibili complementari per comportamento sulle piante e per meccanismo d’azione.
In tal senso Syngenta propone alcune soluzioni affidabili ed efficaci come i prodotti della linea TOPAS®, a base di penconazolo, e SCORE® 25 EC, contenente difenoconazolo. L’unione di ciflufenamid e di un triazolo viene proposta anche in miscela pronta con DYNALI®, fungicida a due vie in cui a ciflufenamid è stato unito difenoconazolo.
A completare la gamma antioidica per la vite – e impiegabili anche in biologico – si aggiungono infine i prodotti della linea TIOVIT®, a base di zolfo, e Romeo, agente per il biocontrollo contenente cerevisane.
L’uso razionale in strategia di questi prodotti consente di mantenere sotto controllo l’oidio della vite anche dal punto di vista delle antiresistenze, quindi in ottica di lungo periodo, a tutto vantaggio della sostenibilità economica delle aziende vitivinicole.