Aggiornamento mercato grano - febbraio 2026
Frumento: mercato stabile, ma crescono le incognite sulla prossima campagna
Le ondate di gelo restano sotto osservazione, ma il vero nodo è l’export UE: spedizioni deboli e revisione degli stock mantengono elevata la disponibilità globale.
Il mercato del frumento sta attraversando una fase di scarsa volatilità. Da un lato, le quotazioni finanziarie internazionali mostrano un andamento complessivamente stabile, con qualche segnale di recupero; dall’altro, sul mercato nazionale emergono i primi segnali di indebolimento. Tra inizio gennaio e inizio febbraio il frumento tenero n.3 quotato a Bologna ha registrato una flessione dell’1,6%, scendendo sui livelli più bassi dallo scorso luglio. Il premio rispetto al mais si mantiene al di sotto della media stagionale sulle principali piazze (CME, Euronext, Bologna), in un contesto di mercato ben approvvigionato che continua a favorire la domanda mangimistica.
Sul piano agro-meteorologico, le temperature nell’emisfero nord stanno tornando in linea con le medie stagionali dopo le ondate di gelo che avevano alimentato timori di winterkill negli Stati Uniti, in Russia, Ucraina e Unione Europea. L’impatto effettivo sarà valutabile solo all’uscita dalla dormienza, ma negli USA – nonostante condizioni diffuse di siccità – lo stato del frumento invernale nel principale Stato produttore resta superiore a quello dello scorso anno.
La domanda internazionale si mantiene dinamica, sostenuta dagli acquisti di Paesi importatori come Arabia Saudita e Algeria. Le esportazioni statunitensi risultano stabilmente superiori rispetto alla scorsa campagna, in particolare per il frumento invernale, grazie anche alla debolezza del dollaro che rafforza la competitività dell’origine USA. Diversa la situazione europea: le spedizioni restano in linea con la campagna precedente, a fronte di una previsione della Commissione UE che indica un incremento del 16% su base annua. In assenza di un’accelerazione, gli stock di riporto potrebbero risultare più abbondanti del previsto, come suggerisce anche la recente revisione al rialzo di 1,4 Mio t degli stock finali della campagna corrente da parte di USDA, a seguito di un ridimensionamento dell’export.
Guardando al quadro globale, gli stock nei principali Paesi esportatori sono previsti in aumento del 22% a fine campagna 2025/26 rispetto alla precedente, rappresentando un fattore di contenimento delle tensioni sui prezzi. Per la campagna 2026/27, il calo produttivo atteso a livello globale – legato a rese inferiori a fronte di superfici sostanzialmente stabili – troverebbe comunque un’importante compensazione nelle scorte accumulate.
In Unione Europea, le superfici risultano sostanzialmente stabili secondo le principali fonti, ma il ritorno a rese più in linea con la media dopo l’annata eccezionale 2025 potrebbe comportare un calo produttivo di circa il 5%. Le temperature autunnali miti hanno aumentato la vulnerabilità al freddo, anche se la presenza di un manto nevoso può offrire protezione durante la dormienza. In Francia le stime più recenti indicano un aumento delle superfici invernali (+3%), mentre in Germania si registra stabilità. Nell’area del Mar Nero si confermano le attese di un recupero produttivo in Ucraina e di una contrazione in Russia, con rese più vicine alla media storica. Per l’Italia, i risultati dell’indagine sulle intenzioni di semina di Istat indicano un calo delle semine di frumento tenero (-1,3%) a livello nazionale. Il dato appare in contrasto con quello di altre fonti, come Coceral, che dicembre proiettava aumenti di superfici per il +4%. La riduzione del premio del frumento di forza sul frumento di base ha spinto nella direzione di maggiori semine per quest’ultimo, a livello europeo, e lascia spazio per l’aspettativa di un ritorno a livelli di premio più sostenuti nella prossima campagna.
Anche il frumento duro si inserisce in un quadro di ampia disponibilità. In UE le quotazioni restano su minimi pluriennali. La Commissione Unica Nazionale (CUN), recentemente istituita in Italia per definire un prezzo di riferimento non ha ancora fornito quotazioni e l’attenzione rimane focalizzata sui listini delle borse merci. La domanda di importazione europea si mantiene contenuta rispetto alla media storica, in virtù dell’ampia disponibilità di prodotto, nonostante acquisti significativi ad inizio campagna (Figura 1).
Le prospettive per il 2026/27 indicano una possibile riduzione delle superfici in Italia (in linea con il dato sulle intenzioni di semina di Istat: -0,2%), Spagna e Grecia, non completamente compensate dagli incrementi francesi. In Canada, primo esportatore mondiale, AAFC prevede per il 2026/27 un calo produttivo del 21% a fronte di minori superfici e rese, ma con stock iniziali elevati che manterrebbero comunque una disponibilità relativamente sostenuta.
Nel complesso, il mercato del frumento si conferma ben rifornito a livello globale, con stock in recupero grazie a produzioni in rimbalzo in diverse aree chiave nella campagna corrente. Le tensioni restano limitate e legate più a fattori climatici e geopolitici che a reali carenze di offerta. In Europa e in Italia, tuttavia, le dinamiche logistiche continueranno a influenzare l’evoluzione dei prezzi nei prossimi mesi, soprattutto per quello che riguarda il frumento tenero.