Diserbi del riso e RIFIT® 2026: efficace, flessibile, antiresistenze
Pretilachlor torna disponibile per l’impiego in risaia con RIFIT® 2026, soluzione di riferimento nei trattamenti di post-emergenza autorizzato in deroga tra il 2 marzo e il 29 giugno 2026
Negli ultimi decenni la gestione delle infestanti nelle risaie si è progressivamente complicata anche a causa della revoca di numerose sostanze attive appartenenti a diverse famiglie chimiche. La riduzione dei meccanismi d’azione disponibili ha infatti agevolato l’insorgenza e la diffusione di popolazioni resistenti, in particolar modo nei confronti degli ALS-inibitori e degli ACCase-inibitori. Ciò ha reso indispensabile l’impiego di erbicidi efficaci anche sui diversi biotipi resistenti.
In particolare, tra le specie dalla gestione più problematica emerge Alisma plantago-aquatica, sempre più diffusa nelle aree risicole di Piemonte e Lombardia. Questa malerba si riproduce infatti via seme producendo ogni pianta più di 20.000 acheni, la cui capacità di sopravvivenza nel suolo appare inoltre molto elevata. Per tali ragioni il suo controllo diviene ogni anno sempre più difficile, soprattutto a causa delle resistenze sviluppate da questa infestante nei confronti di solfoniluree e triazolopirimidine.
RIFIT® 2026: ampio spettro d’azione e meccanismo d’azione unico
Nell’anno in corso un nuovo alleato giunge però al fianco dei risicoltori grazie alla deroga ottenuta da RIFIT® 2026, il cui uso è stato autorizzato tra il 2 marzo e il 29 giugno. Ampio il suo spettro d’azione, a cui si aggiunge un meccanismo d’azione unico e originale, diverso quindi da quelli di altre sostanze attive comunemente impiegate in risaia.
RIFIT® 2026 è formulato come emulsione concentrata contenente pretilachlor alla concentrazione di 500 grammi per litro. La sostanza attiva appartiene alla classe delle cloroacetammidi e agisce inibendo la biosintesi degli acidi grassi a catena molto lunga, attraverso un meccanismo d’azione distintivo per il contesto risicolo.
Grazie a ciò, il prodotto si configura quale efficace “resistance breaker”, risultando attivo su numerose infestanti di rilievo quali Alisma spp., Echinochloa spp., Cyperus difformis, Eleocharis spp., Heteranthera limosa, Heteranthera reniformis e Schoenoplectus mucronatus ed anche su Cyperus microiria.
Efficacia e flessibilità insieme
Uno degli aspetti più rilevanti di RIFIT® 2026 è la sua versatilità d’impiego, potendo essere utilizzato sia in pre-semina sia in post-emergenza precoce, mostrando inoltre spiccate sinergie con erbicidi appartenenti ai gruppi ALS e ACCase.
Nel caso dei trattamenti di post-emergenza, particolarmente rilevanti nel mese di maggio, è fondamentale intervenire tempestivamente. L’applicazione è infatti consigliata alla dose di 2 litri per ettaro quando il riso si trova allo stadio di prima foglia vera, corrispondente a un’altezza della coltura di circa 1–3 centimetri.
Le modalità operative variano però in funzione del sistema di semina:
Semina in acqua: prima di applicare RIFIT® 2026 è necessario sgrondare la risaia, poi trattare e infine ripristinare la sommersione entro 48 ore.
Semina interrata: il trattamento con RIFIT® 2026 può essere effettuato su terreno asciutto, seguito poi da sommersione sempre entro 48 ore.
RIFIT® 2026 e YIELDON®: massima resa con un solo passaggio
Il momento di applicazione di RIFIT® 2026 in post-emergenza coincide con quello di YIELDON®, formulato di Syngenta Biologicals a base di estratti vegetali che modula positivamente i processi fisiologici chiave della pianta. Il suo uso in risaia insieme ai diserbi favorisce quindi lo sviluppo vegetativo e la produttività finale, aumentando sia il numero sia la fertilità delle spighette sulla pannocchia.
L’integrazione fra il controllo efficace delle infestanti, garantito da RIFIT® 2026, e l’azione di YIELDON® sulla fisiologia della coltura consente quindi di ottenere tangibili benefici sia in termini quantitativi sia qualitativi della produzione risicola.
Quanto a dosi di impiego, YIELDON® va utilizzato in ragione di 2 litri per ettaro.