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Aggiornamento mercato mais - dicembre 2025

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Mais: domanda sostenuta negli USA e ritardi in Ucraina mantengono elevata la tensione sul mercato europeo

In Ucraina resta ancora da raccogliere quasi un quinto delle superfici, mentre in UE il fabbisogno di import resta elevato

Nel mese di novembre i prezzi finanziari del mais hanno mostrato un moderato recupero. In media, rispetto a ottobre, le quotazioni sono aumentate del +2,1% sulla prima scadenza del CME e del +3,1% su Euronext. Sul mercato statunitense il principale fattore di sostegno resta la domanda di esportazione, con vendite contrattualizzate al 30 ottobre superiori del 31% rispetto alla scorsa campagna. In Unione Europea, invece, il supporto ai prezzi deriva soprattutto dal ritardo nell’arrivo del prodotto ucraino, in un contesto di fabbisogno di importazione ancora elevato.

Diversa la dinamica sul mercato italiano. A Bologna, infatti, i prezzi hanno registrato un lieve calo: rispetto a ottobre, -0,9% per il contratto 103 e -3,4% per il mais con caratteristiche. Questo andamento divergente ha determinato un restringimento del premio rispetto a Euronext, che rimane tuttavia su livelli storicamente molto elevati: a novembre lo spread si attestava ancora intorno al +49% rispetto alla media delle ultime cinque campagne.

Guardando ai principali player, negli Stati Uniti la raccolta risultava completata al 96% al 23 novembre. USDA conferma un raccolto record pari a 425,5 milioni di tonnellate, +12% rispetto allo scorso anno. A fronte del ritmo sostenuto delle vendite, le esportazioni per la campagna 2025/26 sono state riviste a rialzo fino al record di 81,3 milioni di tonnellate, +3,2 milioni rispetto alla stima precedente e +12% su base annua. I maggiori utilizzi hanno comportato una revisione al ribasso delle scorte finali e del rapporto stock/utilizzi, che restano comunque su livelli superiori alla campagna precedente (+32% e +2,3 punti percentuali rispettivamente). Per la campagna 2026/27, le prime indicazioni delle Long-Term Projections segnalano un calo di rese e superfici rispetto ai massimi di quest’anno, che porterebbe a una riduzione della produzione del 6%, pur mantenendola come la seconda più alta di sempre (circa 400 milioni di tonnellate). 

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Figura 1: MaisAndamento della raccolta in Ucraina

Fonte: elaborazioni Areté su dati Ministero dell’Agricoltura ucraino

In Ucraina, la raccolta continua a procedere a rilento, con ancora il 17% delle superfici da raccogliere. Le difficoltà operative hanno spinto USDA a rivedere al ribasso la produzione 2025/26 a 29 milioni di tonnellate, -3 milioni rispetto alla stima precedente, ma ancora in aumento dell’8% rispetto allo scorso anno. Anche le esportazioni sono state riviste al ribasso a 23 milioni di tonnellate, pur rimanendo superiori del 15% rispetto alla campagna 2024/25. Tuttavia, a novembre le esportazioni cumulate risultavano ancora inferiori del 41% su base annua, a causa dei ritardi nella raccolta e delle persistenti complicazioni logistiche legate agli attacchi russi alle infrastrutture.

Per l’Unione Europea, USDA ha rivisto a rialzo la produzione 2025/26 di 1 milione di tonnellate, in linea con le indicazioni della Commissione Europea, grazie a un maggiore raccolto in Europa orientale. Nonostante la revisione positiva, la produzione resterebbe comunque inferiore del 4% rispetto allo scorso anno, mantenendo il fabbisogno di importazione su livelli elevati (+8% rispetto al 2024/25). Al 7 dicembre, tuttavia, le importazioni cumulate risultavano inferiori dell’8% rispetto alla scorsa campagna, con un marcato calo degli arrivi dall’Ucraina legato alle criticità operative sopra citate. Coceral ha inoltre pubblicato le prime stime per la campagna 2026/27, che indicano una contrazione delle superfici del 4%, compensata da un miglioramento delle rese che porterebbe a un raccolto in aumento del 3% rispetto alla campagna in corso.

In Sud America, infine, le semine procedono in leggero ritardo sia in Brasile sia in Argentina. Sia Conab sia la Bolsa de Cereales continuano tuttavia a stimare produzioni superiori a quelle previste da USDA, confermando aspettative di raccolti molto abbondanti.

Nel complesso, il mercato globale del mais si conferma ben approvvigionato grazie all’abbondanza di prodotto nel Continente Americano, con livelli di prezzo medi inferiori rispetto al 2024/25 sia negli Stati Uniti sia in Europa. L’elevata domanda di mais statunitense limita tuttavia il potenziale ribassista. In Unione Europea, i problemi produttivi mantengono elevato lo spread rispetto ai prezzi internazionali, mentre il ritardo delle esportazioni ucraine continua a sostenere il differenziale tra Bologna ed Euronext, vicino a livelli record. Con l’arrivo del prodotto ucraino tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, potrebbe aprirsi uno spazio per un calo più marcato delle quotazioni nazionali.