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Aggiornamento mercato grano - novembre 2025

cereali aretè

Frumenti: una campagna caratterizzata da un’offerta abbondante 

L’offerta torna a crescere nei principali Paesi esportatori mentre l’Italia fa i conti con rigidità locali e incertezze normative sul duro.

La campagna commerciale 2025/26 del frumento si sta delineando come una delle più ricche degli ultimi anni sotto il profilo della disponibilità globale. L’andamento produttivo registrato nelle principali aree cerealicole dell’emisfero nord, unito al progressivo ingresso sul mercato dei raccolti dell’emisfero sud, ha ridisegnato uno scenario caratterizzato da un’offerta ampia e diffusa per entrambe le tipologie di frumento, tenero e duro. In questo contesto, le dinamiche internazionali e quelle più specificamente europee ed italiane stanno evolvendo in modo non uniforme, ma convergono verso un elemento comune: un mercato strutturalmente ben rifornito, nel quale eventuali tensioni derivano più da fattori logistici e normativi che da effettive carenze di prodotto.

Per quanto riguarda il frumento tenero, il quadro globale indica un forte ritorno all’abbondanza: la produzione dei cinque principali esportatori è stimata in crescita di circa il +9%, con incrementi molto rilevanti in Unione Europea (+20%, fino a +30% in Francia), un aumento del +6% in Russia e una produzione stabile negli Stati Uniti. L’arrivo imminente del prodotto dell’emisfero sud, con raccolti previsti in aumento in Argentina (+19%) e Australia (+5%), andrà ad ampliare ulteriormente la disponibilità mondiale. Questo incremento produttivo determina anche un recupero significativo degli stock finali tra i principali esportatori, attesi in aumento di oltre il 12% rispetto alla campagna precedente.

Nonostante la forte disponibilità globale, il mercato europeo ha registrato un’attività di esportazione più contenuta nei primi mesi della campagna: le spedizioni dell’UE risultano circa il 3% inferiori rispetto allo scorso anno, a causa della maggiore competitività degli Stati Uniti – favorita da un dollaro debole – e delle difficoltà logistiche che condizionano la Russia.

In Italia, la situazione presenta elementi di specificità. Il Paese sta infatti sperimentando una minore fluidità dell’offerta fisica, dovuta a ritardi logistici e alla tendenza degli operatori a trattenere il prodotto. Questa minore disponibilità immediata sostiene i listini nazionali del frumento tenero, che continuano a esprimere un premio elevato rispetto alle quotazioni finanziarie internazionali (Figura 1).

 

Prezzi

 Figura 1: Quotazioni mensili del frumento tenero (Euro/t) 
Fonte: elaborazioni Areté su dati di mercato

Anche per il frumento duro emerge un quadro di buona disponibilità. Il Canada, principale esportatore mondiale, mostra una produzione in crescita: le stime ufficiali indicano circa 6,5 milioni di tonnellate (+2%), mentre valutazioni locali suggeriscono un raccolto prossimo ai 7 milioni di tonnellate, ai massimi dal 2016. A ciò si aggiungono l’aumento della produzione nell’Unione Europea (+13%) e nel Nord Africa (+19%), insieme a un output statunitense superiore allo scorso anno. La Turchia, al contrario, riduce la propria presenza sul mercato internazionale a causa di prezzi interni sostenuti e di un raccolto inferiore, senza però incidere sul quadro globale.

In Italia, il mercato del duro è caratterizzato da una rigidità dell’offerta: la disponibilità fisica è meno fluida, nonostante l’abbondanza internazionale. Tale dinamica è legata all’incertezza applicativa della normativa sul prezzo minimo, basato sui costi medi di produzione, che sta spingendo molti produttori a rinviare le vendite.

Le semine 2026/27 procedono senza criticità: per il frumento tenero le superfici globali sono attese in lieve calo, soprattutto in Russia, mentre UE e Ucraina mostrano stabilità o aumenti. Le recenti piogge autunnali hanno migliorato nettamente l’umidità del suolo nell’emisfero nord, attenuando le precedenti condizioni di siccità nell’area del Mar Nero. Per il frumento duro, invece, gli attuali livelli di mercato potrebbero scoraggiare le nuove semine nelle aree con alternative colturali, come il Nord Italia e la Francia.

Nel complesso, la campagna 2025/26 conferma un mercato dei frumenti ben fornito, sostenuto da produzioni elevate e stock in recupero, con tensioni limitate e perlopiù associate a fattori logistici o normativi, più che a reali criticità dell’offerta.