Pomodoro da industria: focus su Alternaria e Oidio
Parola chiave, prevenzione: all’avvicinarsi della raccolta le condizioni caldo-umide favoriscono le infezioni di Oidio e Alternaria, con quest’ultima che può contaminare i raccolti con specifiche micotossine
Su pomodoro da industria le alte temperature estive rappresentano il passaggio di testimone fra la Peronospora, patologia più tipicamente primaverile, e altri due patogeni che si manifestano prevalentemente nelle ultime fasi del ciclo colturale: Oidio e Alternaria.
Dopo le battenti piogge, terminate solo a giugno inoltrato, anche nell’estate 2024 l’andamento climatico ha virato verso condizioni particolarmente calde e umide. Ciò ha favorito lo sviluppo di entrambi i patogeni, i quali trovano nei mesi estivi le condizioni ottimali per attaccare la coltura proprio mentre le bacche sono in via di accrescimento e maturazione.
L’oidio del pomodoro da industria
Due le specie di Oidio comunemente presenti su pomodoro da industria: Leveillula taurica e Oidium neolycopersici, con la prima tendenzialmente più diffusa anche per la sua capacità di attaccare una molteplicità di specie vegetali differenti, fra le quali anche alcune erbe spontanee come ortica, chenopodio e Oxalys. Quanto a sintomi, l’oidio provoca inizialmente visibili macchie clorotiche sulla pagina superiore delle foglie, le quali sviluppano in seguito ampie aree biancastre di aspetto pulverulento.
Alternaria: attenzione alle micotossine
Parallelamente all’Oidio possono svilupparsi anche infezioni di Alternaria solani, riconoscibile facilmente in campo per via delle macchie necrotiche, concentriche, che si formano su steli, foglie e bacche, assumendo su queste ultime anche un aspetto concavo. Oltre al danno diretto, dovuto allo scarto che tale patogeno arreca alla produzione, possono anche presentarsi danni indiretti da micotossine.
Alternaria solani genera infatti diverse sostanze dannose per la salute umana e pertanto nei prodotti lavorati a base di pomodoro queste devono essere attentamente monitorate e, possibilmente, minimizzate. In tal senso Efsa, Autorità europea per la salute alimentare, ha pubblicato una specifica valutazione dei rischi derivanti dall'esposizione alimentare alle tossine prodotte da Alternaria, cioè alternariolo, alternariolo monometil-etere e acido tenuazonico.
Dato il loro profilo tossicologico sfavorevole, Efsa ha stabilito che nei derivati del pomodoro da industria la determinazione dell'alternariolo e dell'alternariolo monometil-etere, debba avere limiti di quantificabilità analitica superiore a 4 μg/kg, valore che sale a 20 μg/kg per la determinazione dell'acido tenuazonico.
Quanto a soglie nei prodotti finiti, sebbene i livelli indicativi non corrispondano ai livelli di sicurezza degli alimenti, Efsa ha fissato in 10 μg/kg la soglia per l’alternariolo, a 5 μg/kg per l’alternariolo monometil-etere e infine a 500 μg/kg per l’acido tenuazonico. Livelli quindi particolarmente bassi se comparati a quelli della maggior parte degli agrofarmaci autorizzati su questa coltura.
A valle della raccolta in campo, vi sono alcune buone pratiche da adottare per minimizzarne la presenza, come per esempio delle buone condizioni di trasporto, immagazzinamento e fabbricazione. In campo, invece, il controllo del patogeno deve basarsi su un’accorta gestione agronomica della coltura e su fungicidi specialistici in grado di fermare il patogeno prima che possa colpire le bacche aumentando i rischi di contaminazione da micotossine.
Il controllo in campo di Oidio e Alternaria
La lotta contro Oidio e Alternaria è di tipo prevalentemente preventivo, adottando opportune rotazioni e gestendo in modo corretto sia i residui colturali rimasti in campo, sia evitando irrigazioni per aspersione durante il ciclo produttivo, poiché queste possono generare ristagni idrici e alti tassi di umidità relativa, cioè i fattori predisponenti agli attacchi fungini. Oltre a ciò, vanno impiegati i più opportuni agrofarmaci, specifici per le due patologie.
In tal senso Syngenta offre sei differenti soluzioni ad alto grado di specializzazione, a partire dai prodotti delle linee tecniche ORTIVA® e TOPAS®. La prima consta di ORTIVA® e ORTIVA® TOP, a base rispettivamente di azoxystrobin, al quale in ORTIVA® TOP è stato abbinato anche difenoconazolo. Le due sostanze attive offrono meccanismi di azione altamente complementari, abbinando i quali si ottiene massima difesa sia da Alternaria, sia da Oidio.
Anche la linea TOPAS®, specialistica contro l’Oidio, è composta da due differenti soluzioni: TOPAS® 10 EC e TOPAS® 200 EW, entrambi contenenti penconazolo. In alternativa, sempre contro il Mal Bianco, si propone SCORE® 25 EC, contenente difenoconazolo e autorizzato anche contro Alternaria solani.
Infine, una soluzione afferente al settore del Biocontrollo: TAEGRO®, a base di Bacillus amyloliquefaciens – ceppo FZB24, ideale anch’esso per il simultaneo controllo di Alternaria e Oidio, contrastando in tal modo anche le micotossine generate dal Patogeno.
L’uso in alternanza di queste soluzioni consente di contrastare efficacemente le due malattie, ricorrendo a modi d’azioni differenti. Ciò consente anche di ostacolare l’insorgenza di fenomeni di resistenza, contribuendo al contempo a ottimizzare il profilo residuale alla raccolta grazie a una soluzione di origine naturale come TAEGRO® che prevede su pomodoro un intervallo di sicurezza di sole quattro ore.