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Soluzioni per un efficace programma di controllo dei lepidotteri

Syngenta per il florovivaismo
31.05.2022

Gli attacchi dei lepidotteri possono apportare danni vistosi alle piante floreali e ornamentali. Il controllo di questi insetti richiede interventi tempestivi e l’utilizzo di soluzioni fra loro differenti e complementari.

Parassiti di estrema voracità, i lepidotteri possono arrecare danni severi non solo alle colture ortofrutticole, bensì anche alle piante floreali e ornamentali. Fra i loro bersagli principali ricadono per esempio ciclamini, liliacee, rose, garofani, gerbere e azalee.

Dal punto di vista dell’entomologia sistematica, questi fitofagi affluiscono a differenti famiglie, a partire da tortricidi come Epichoristoides acerbella e Cacoecimorpha pronubana, ma anche Crambidi come Ostrinia nubilalis, Pieridi come Pieris brassicae, Gelechidi come Tuta absoluta, Depressaridi come Depressaria erinaceella e Plutellidi come Plutella xylostella. Infine i Nottuidi, la famiglia più rappresentata, con fitofagi quali Chrysodeixis chalcites, Heliothis armigera, Mamestra brassicae, Spodoptera spp. e Plusia gamma (Autographa gamma).

Indipendentemente però dalla famiglia di appartenenza, tutti i parassiti sopra menzionati sono noti per la propria voracità, erodendo in tutto o in parte le lamine fogliari delle piante e arrecando lesioni che rendono invendibili intere produzioni. Inoltre, essendo caratterizzati da cicli differenti, monovoltini o polivoltini, questi lepidotteri sono spesso sovrapposti nei cicli di sviluppo larvale e di sfarfallamento, necessitando una difesa prolungata dai loro attacchi. Per controllare tali parassiti appare quindi doveroso strutturare razionali programmi di difesa, alternando fra loro insetticidi caratterizzati da comportamento differente sulle piante trattate, come pure dotati di meccanismi d’azioni peculiari e complementari, al fine di scongiurare anche eventuali fenomeni di resistenza da parte degli insetti.

Contro tali lepidotteri, una coppia di soluzioni altamente specifiche sono rappresentate da Affirm® e Primial®. Il primo contiene emamectina benzoato, mentre il secondo contiene Bacillus thuringiensis Berliner var. kurstaki, sierotipo 3a, 3b – ceppo SA 11.

Emamectina benzoato appartiene alla famiglia chimica delle avermectine, sostanze attive di derivazione naturale, e agisce soprattutto per ingestione. Nel momento stesso in cui le larve attaccano i tessuti vegetali trattati, Affirm® causa velocemente la paralisi dell’insetto agendo sui canali del cloro a livello delle cellule nervose. Caratterizzata da attività translaminare, emamectina benzoato viene assorbita dalla pagina fogliare trattata e traslocata velocemente fino a raggiungere le cellule della pagina opposta. Una volta ingerita dall’insetto, la molecola agisce stimolando il rilascio del neurotrasmettitore Acido Gamma-Amino-Butirrico (GABA), provocando un continuo flusso di ioni cloro nelle cellule dei muscoli, la cui contrattilità viene interdetta rapidamente.  Immediato quindi il blocco dell’alimentazione da parte dell’insetto, a tutto beneficio dell’integrità commerciale delle piante trattate.

Alquanto diverso il meccanismo d’azione dei due ceppi di Bacillus, dal momento che questo batterio aerobio, nel corso della fase di sporulazione, produce cristalli proteici che una volta ingeriti dalle larve manifestano una spiccata attività insetticida a carico dell’apparato digerente, tipicamente alcalino. Di fatto, è il pH stesso dell’intestino delle larve, spesso superiore a 9, a trasformare le proteine nella forma tossica per le mucose stesse. Ciò provoca l’interruzione dell’attività trofica e quindi la morte per paralisi del tratto digerente.

lepidotteri

 

I due formulati alla lente

Formulato in granuli idrodispersibili, Affirm® va dosato in ragione di 150 grammi per ettolitro di acqua, potendosi applicare sulle colture ornamentali e floreali fino a un massimo di tre volte per ciclo colturale. Il primo trattamento deve cadere al momento della schiusa delle uova o, al massimo, sulle larve nei loro primi stadi di sviluppo, proseguendo poi con intervalli compresi fra 7 e 14 giorni in funzione della pressione dei fitofagi. Nota a parte per Tuta absoluta, nei confronti della quale è bene intervenire quando si osservino le primissime mine fogliari, cadenzando poi le applicazioni successive a 7-10 giorni di distanza.

Formulato in granuli idrodispersibili, Primial® va invece applicato in ragione di 75 grammi per ettolitro di acqua, avendo l’accortezza di bagnare omogeneamente l’intera massa vegetale. I trattamenti, generalmente almeno due consecutivi, vanno cadenzati ogni sette giorni.

 

L’importanza della tempestività

A causa della loro estrema voracità, le larve dei primi stadi di sviluppo sono più sensibili di quelle mature, consigliando quindi di intervenire sui fitofagi nel momento stesso della schiusa delle uova o nei primissimi stadi di sviluppo. Ciò permette da un lato di esaltare l’efficacia di entrambi i prodotti, mentre dall’altro assicura la massima preservazione dei tessuti fogliari dai danni arrecati da questi lepidotteri.

L’uso in strategia di Affirm® e Primial® consente quindi di contrastare le infestazioni dei molteplici lepidotteri che infestano le colture floreali e ornamentali, preservandone l’integrità fogliare e limitando anche i rischi di insorgenza di eventuali fenomeni di resistenza.

 

In considerazione dell’esistenza di numerose nuove varietà delle diverse specie di piante floricole e ornamentali in vaso, è consigliabile effettuare saggi preliminari su un numero limitato di piante, prima di estendere il trattamento ad aree più vaste.

 

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