IPM in action: un esempio di difesa integrata (parte 1)

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In un precedente articolo abbiamo analizzato i nematodi entomopatogeni, soffermandoci sulle loro caratteristiche biologiche e sui potenziali aspetti applicativi nell’ambito della protezione delle colture. Ti invito a leggere l’articolo a questo link per approfondire l’argomento.

Alla luce delle informazioni condivise in quell’articolo, oggi esamineremo un esempio pratico nel quale NemaTrident, formulazione a base di nematodi entomopatogeni appartenenti alla specie Steinernema carpocapsae si è rivelato utile nella difesa della coltura. Nel 2022 NemaTrident è stato utilizzato in una prova sperimentale di campo per il controllo della tignola degli agrumi (Prays citri) su agrumi ornamentali (Calamondino). Scopriremo anche l’importante ruolo svolto da NemaSpreader, ritentore idrico da utilizzare in combinazione con NemaTrident, il quale favorisce il movimento e la sopravvivenza dei nematodi entomopatogeni sulla coltura.

La tignola degli agrumi, nota anche come tignola della zagara, è un lepidottero fitofago le cui larve, tipicamente di piccole dimensioni, penetrano all’interno del fiore e si nutrono dell’ovario o dei frutticini appena allegati. Il danno causato è solitamente notevole dato che il numero di fiori e, conseguentemente, di frutti può essere ridotto drasticamente.

La prova, eseguita nel rispetto delle linee guida e standard qualitativi EPPO (GEP - Good Experimental Practice) è stata condotta da un centro di saggio accreditato nel territorio della provincia di Messina, area notoriamente vocata per la produzione di agrumi ornamentali.

Il protocollo sperimentale prevedeva, oltre a un testimone non trattato, la comparazione diretta tra soluzioni convenzionali e biologiche, nonché un confronto tra una strategia convenzionale e una strategia di difesa integrata. Nello schema sottostante sono riportati i dettagli delle diverse tesi testate (prodotto sperimentale convenzionale a base di una sostanza attiva di sintesi).

tabella nematrident

Le applicazioni sono state effettuate ogni 7 giorni dal momento in cui i primi adulti di tignola sono stati catturati dalle trappole di monitoraggio posizionate nel campo. Le applicazioni sono state effettuate nel periodo compreso tra inizio e fine settembre. La pressione del parassita è stata alta durante lo svolgimento della prova.

nematrident blog

Nella tabella sottostante possiamo vedere i risultati registrati 3 giorni dopo l’ultima applicazione. Il valore riportato sull’asse delle ordinate (verticale) rappresenta l’efficacia del trattamento rispetto al testimone non trattato espressa in percentuale.

grafico nematrident 2 blog
tabella 2

Dai dati riportati nella tabella è evidente come, sia una singola applicazione del prodotto sperimentale convenzionale, sia ripetute applicazioni delle soluzioni biologiche (NemaTrident + NemaSpreader e Primial) non siano riusciti a garantire un livello di efficacia adeguato. L’elevata pressione del parassita ha sicuramente influito sul livello di efficacia raggiunto. Osservando la strategia convenzionale e la strategia integrata, nella quale è stato inserito un trattamento a base di NemaTrident + NemaSpreader in sostituzione di un trattamento di Affirm, notiamo subito che il livello di efficacia è, in entrambi i casi, superiore rispetto alle soluzioni singolo prodotto convenzionale e solo biologiche. La sostituzione di un trattamento a base di Affirm con uno a base di NemaTrident + NemaSpreader non ha influito negativamente sul livello di efficacia finale. I nematodi entomopatogeni, coadiuvati dall’azione di supporto del ritentore idrico, hanno potuto esplicare la loro azione in condizioni di pressione più bassa, dato che le 3 applicazioni iniziali hanno contribuito sensibilmente ad abbassare il livello dell’attacco della tignola, cosa che non è avvenuta nelle tesi trattate esclusivamente con mezzi biologici. 

L’integrazione di NemaTrident e NemaSpreader all’interno della strategia di controllo ha quindi dato dei buoni risultati, garantendo un soddisfacente livello di efficacia anche in condizioni di elevata pressione del parassita.

Il posizionamento dei mezzi biologici in una strategia di difesa integrata deve essere valutato di volta in volta a seconda del caso specifico sulla base dei molteplici parametri che regolano i rapporti tra coltura, patogeno/parassita e ambiente.

 

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