You are here

DPI, criteri per una corretta scelta dei dispositivi di protezione individuale

Syngenta per il florovivaismo
24.02.2021

La pandemia da COVID-19, purtroppo, ha reso buona parte della popolazione mondiale familiare nell’uso della mascherina e dei concetti di pericoloesposizione e rischio (di contagio).

La mascherina è uno dei più diffusi dispositivi di protezione individuale (DPI). Nel florovivaismo, così come in agricoltura e in molti altri settori, l’impiego dei DPI è una pratica comune. Tra i più utilizzati troviamo le scarpe antinfortunistiche, che proteggono i piedi dalla caduta accidentale di oggetti; ma anche i guanti e gli occhiali, indispensabili per la protezione di mani e occhi durante l’impiego di alcuni tipi di prodotti.

Ma cosa si intende esattamente per dispositivo di protezione individuale?

Per dispositivo di protezione individuale (DPI) si intende qualsiasi attrezzatura destinata a essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi presenti nell'attività lavorativa, suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonchè ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo.

 

In questo e nel prossimo articolo vorremmo spiegarvi perchè è molto importante utilizzare i DPI durante la manipolazione degli agrofarmaci e come scegliere quelli più adeguati per questo uso.

Gli agrofarmaci sono prodotti specialistici e devono essere utilizzati rispettando le indicazioni riportate in etichettacome abbiamo visto in questo precedente articolo.

Fintanto che il prodotto resta chiuso nella sua confezione non si corre alcun rischio. Ma una volta aperto, se si entra in qualche modo in contatto con il prodotto o la soluzione irrorante, si corre il rischio di intossicarsi, se non adeguatamente protetti.

L’importanza di indossare i dispositivi di protezione individuale a tutela della salute degli operatori è considerata così rilevante da aver indotto i Legislatori Europeo e Italiano, ad emanare apposite norme per la sua regolamentazione. Vediamo brevemente quali sono:

La Direttiva 2009/128/CE, recepita in Italia con il D.lgs. n. 150 del 14 agosto 2012, istituisce (Art. 1) un quadro per:

  • realizzare un uso sostenibile dei prodotti fitosanitari
  • riducendone i rischi e gli impatti sulla salute umana e sull’ambiente
  • e promuovendo l’uso della difesa integrata e di approcci o tecniche alternativi, quali le alternative non chimiche.

Gli Stati membri adottano (Art. 4) Piani d’Azione Nazionali (PAN).

Il PAN in Italia è stato adottato con il Decreto 22 gennaio 2014 ed è attualmente in fase di revisione.

   
Obiettivi generali:

  1. ridurre i rischi e gli impatti dei prodotti fitosanitari sulla salute umana, sull'ambiente e sulla biodiversità;
  2. promuovere l'applicazione della difesa integrata, dell’agricoltura biologica e di altri approcci alternativi;
  3. proteggere gli utilizzatori dei prodotti fitosanitari e la popolazione interessata;
  4. tutelare i consumatori;
  5. salvaguardare l'ambiente acquatico e le acque potabili; conservare la biodiversità e tutelare gli ecosistemi.

 

Allegato VI.2 - Manipolazione, diluizione e miscelazione dei prodotti fitosanitari prima dell’applicazione

Al punto 7

  • Durante le operazioni di preparazione della miscela, riempimento dell’irroratrice e risciacquo dei contenitori utilizzare tutti i dispositivi di protezione individuale prescritti, che devono essere sempre disponibili in azienda e conservati in buono stato.

 

Durante la manipolazione degli agrofarmaci, quando è obbligatorio (e necessario!) indossare i dispositivi di protezione?

I DPI devono essere indossati ogni volta in cui l’operatore può essere esposto all’agrofarmaco. E questo avviene principalmente durante le seguenti operazioni:

 

  • Nella fase di preparazione della miscela,

 

  • Nella fase di distribuzione della miscela stessa

 

  • Nella fase di pulizia delle attrezzature utilizzate per il trattamento

 

  • Non sono inoltre da sottovalutare le lavorazioni compiute durante i cosiddetti tempi di rientro. Il tempo di rientro è l’intervallo di tempo che deve intercorrere dal momento dell’esecuzione di un intervento fitoiatrico, al momento in cui l'operatore può rientrare con sicurezza nell'area trattata senza tuta o equipaggiamento protettivo, allo scopo di effettuare un'attività lavorativa.

 

I trattamenti in serra richiedono accorgimenti particolari rispetto al pieno campo?

Da studi effettuati, l’esposizione delle differenti parti del corpo cambia a seconda delle tecniche utilizzate per la distribuzione della miscela fitoiatrica:

  • Quando ad esempio i trattamenti vengono eseguiti con la lancia, le parti del corpo maggiormente interessate dalla contaminazione sono le mani, le gambe e i piedi. Le mani, infatti, sostengono la lancia e si trovano a contatto con la miscela erogata.

Vediamo quali elementi influenzano maggiormente l’esposizione durante i trattamenti eseguiti con questa modalità:

  • l’altezza della posizione della lancia rispetto al corpo può influire sulla contaminazione delle gambe, infatti, abbassando la posizione della lancia può essere maggiore la contaminazione degli arti inferiori
  • la modalità di avanzamento: camminare all’indietro può ridurre l’esposizione dell’operatore di sette volte rispetto a camminare in avanti, soprattutto perché l’operatore riduce considerevolmente il contatto con la nube di irrorazione.
  • la posizione della coltura: secondo il lato della fila che è interessato dal trattamento fitosanitario, si crea una differenza d’esposizione tra il lato sinistro e quello destro del corpo.

  • L’utilizzo di un carrello trainato manualmente per eseguire i trattamenti riduce notevolmente i rischi di contaminazione dell’operatore ma è necessario in ogni caso proteggere adeguatamente le mani e gli arti superiori, perché l’operatore si trova a stretto contatto con lo strumento d’irrorazione.

 

  • Quando i trattamenti vengono effettuati utilizzando un trattore non cabinato il grado di esposizione non è certo inferiore a quello dei trattamenti eseguiti con la lancia a mano, per questo è necessario che l’operatore provveda a dotarsi di una protezione completa, inclusa quella delle vie respiratorie.

 

  • Nel caso in cui invece si adotti un trattore cabinato pressurizzato e dotato di filtri ai carboni attivi il trattamento può essere eseguito senza l’obbligo di indossare i DPI, purchè la porta della cabina rimanga chiusa per tutta la durata dell’irrorazione. Rimane comunque l’obbligo di indossare i dispositivi durante la fase di preparazione della miscela! A tal proposito è necessario porre la massima attenzione per evitare di contaminare l’interno della cabina con i DPI usati proprio durante questa fase. In ogni caso anche durante l’esecuzione del trattamento è sempre buona norma disporre di DPI non contaminati all’interno della cabina, che dovranno essere indossati qualora si rendesse necessario uscire dall’abitacolo per effettuare degli interventi urgenti all’attrezzatura di distribuzione.

Un aspetto da non trascurare è la verifica periodica dell’efficienza dei filtri in dotazione alla cabina e, quando necessario, provvedere alla loro tempestiva sostituzione.

Probabilmente una delle domande che ti sei sempre posto è: come e dove posso verificare se i dispositivi che sto utilizzando sono adeguati a proteggermi dal rischio di contaminazione nell’uso di un determinato agrofarmaco?

Le Schede di Sicurezza (SDS) e l’etichetta forniscono tutte le informazioni utili per scegliere i DPI adatti.

Un’ulteriore domanda potrebbe essere: i DPI devono essere scelti in base all’agrofarmaco da utilizzare?

Onde limitare al massimo il rischio di intossicazione è bene proteggere sempre tutte le parti del corpo. Le principali vie di esposizione sono:

  • Ingestione (es.: fumare, bere o mangiare con le mani imbrattate di prodotto)
  • Inalazione (es.: miscelazione di polveri, trattamento controvento)
  • Contatto (es.: contatto con la coltura appena trattata, indumenti imbrattati)

 

L’equipaggiamento minimo di protezione raccomandato durante la preparazione della miscela consiste in:

  • tuta di protezione tipo 5 o 6
  • guanti in neoprene o gomma di nitrile
  • stivali di gomma resistenti alla permeazione e alla degradazione da agenti chimici
  • occhiali a mascherina o visiera
  • semimaschera con filtri A1P2 o A2P2

 

Fine della prima parte.

Nel prossimo articolo vedremo in dettaglio le caratteristiche di base di ciascun dispositivo di protezione, quali operazioni compiere per togliere i DPI in sicurezza, come bonificarli dalla contaminazione e come conservarli.

Non rischiare di perdere la seconda parte, clicca qui per registrarti alla newsletter del blog!

 

 

Average: 5 (1 vote)