You are here

Fungicidi: meccanismo d’azione e caratteristiche del patogeno

Syngenta per il florovivaismo
10.11.2021

Fungicidi: meccanismo d’azione e caratteristiche del patogeno

Come abbiamo visto nel precendente articolo i patogeni fungini, così come gli insetti nei confronti degli insetticidi, sono in grado di sviluppare resistenza ai fungicidi. Abbiamo messo a punto delle raccomandazioni e delle linee guida da seguire allo scopo di minimizzare la selezione di popolazioni resistenti ai fungicidi. La selezione delle popolazioni resistenti dipende da tre fattori: caratteristiche intrinseche dei fungicidi, caratteristiche dei patogeni e le pratiche agronomiche adottate.

I funghi patogeni presentano caratteristiche biologiche che conferiscono differenti capacità di “adattamento” a un fungicida. Ad esempio le peronospore presentano un alto rischio di selezionare popolazioni resistenti alle fenilamidi e alle strobilurine, mentre per lo stesso patogeno il rischio è basso per i prodotti a base di rame (fonte FRAC  http://www.frac.info/knowledge-database/knowledge-database).

La pressione di selezione da parte dei fungicidi può essere elevata quando i prodotti sono applicati curativamente, con elevato numero di applicazioni consecutive e in mancanza di alternanza dei meccanismi d’azione nelle strategie di difesa.

Conoscere il meccanismo d’azione dei singoli prodotti è fondamentale per realizzare le corrette strategie anti-resistenza e preservare l’efficacia dei prodotti nel tempo, al fine di scegliere la giusta sostanza attiva in funzione del patogeno che desideriamo controllare. Infatti i patogeni che attaccano le colture presentano caratteristiche diverse tra loro. Ad esempio, non tutti i patogeni che noi consideriamo funghi sono in realtà dei “funghi veri”. Gran parte di essi lo sono, ne sono esempi la muffe causate dal genere Botrytis sp., gli Oidi e le Ruggini.

oidio su rosa

 

Gli Oomiceti, invece, non sono dei “funghi veri” e una caratteristica morfologica lo testimonia chiaramente: la parete cellulare è composta da cellulosa (come nelle piante) e non da chitina (come nei “funghi veri”). Questa caratteristica, più altre corrrelate ad aspetti prettamente genetici, fanno di questa classe di microorganismi dei patogeni difficili da controllare per i quali la scelta delle sostanze attive deve essere particolarmente mirata. Alcune esempi di Oomiceti sono le Peronospore e i generi Pythium sp. E Phytophthora sp..

Alcuni fungicidi hanno come target strutture o processi che avvengono nella parete cellulare, mentre altri specifiche fasi dei processi di crescita e riproduzione che interferiscono con la trasmissione delle informazioni genetiche. È facile immaginare come non tutte le molecole saranno efficaci per il controllo di “funghi veri” e Oomiceti allo stesso tempo. Riconoscere la tipologia di patogeno che si desidera controllare e abbinare le giuste molecole è un passaggio fondamentale che richiede conoscenza ed esperienza.

In uno dei prossimi articoli, vedremo come i fungicidi sono classificati in base al loro meccanismo d’azione.

Average: 3.8 (9 votes)