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Sostenibilità e buon uso degli agrofarmaci: consigli per una giusta preparazione della miscela, senza commettere errori

Syngenta per il florovivaismo
23.09.2020

 

Impiegare il prodotto da solo.

Ci sono agrofarmaci che necessitano di essere impiegati da soli. È una cautela che deve essere adottata per assicurarci che il prodotto svolga correttamente la funzione per la quale è stato applicato. Tra questi ci sono, ad esempio, i regolatori di crescita. BONZI, ne è un esempio.

Nella maggior parte dei casi gli agrofarmaci possono essere impiegati anche in miscela con altri prodotti fitosanitari.

Per sapere se un agrofarmaco deve essere impiegato da solo o può essere utilizzato in miscela, vi è una apposita sezione dell’etichetta, come abbiamo visto in un precedente articolo.

In genere noi produttori di agrofarmaci suggeriamo di evitare quanto più possibile di effettuare miscele, soprattutto quando realizzate con un elevato numero di “ingredienti”. Il primo rischio nell’effettuare una miscela troppo “carica di ingredienti” è, ad esempio, il verificarsi di effetti fitotossici sulle colture trattate.

Siamo però pienamente consapevoli che talvolta, in alcuni periodi dell’anno, le problematiche fitopatologiche da controllare sono molteplici e spesso conciliare il programma di difesa con tempi di rientro e pratiche colturali esige l’applicazione contemporanea di più agrofarmaci all’interno di uno stesso trattamento.

La domanda che vi pongo oggi è: dovendo miscelare due o più prodotti all’interno del serbatoio dell’irroratrice, questi possono essere aggiunti in ordine casuale oppure è necessario rispettarne uno preciso?

Vi anticipo la risposta: gli agrofarmaci, ma non solo, come vedremo più avanti, devono essere miscelati all’interno del serbatoio seguendo un preciso ordine, definito sequenza di immissione.

La sequenza di immissione degli agrofarmaci nel serbatoio dell’irroratrice è una tra le numerose fasi che intercorrono dall’acquisto degli agrofarmaci alla loro distribuzione e rappresenta un momento molto delicato e di fondamentale importanza che richiede una particolare cura e attenzione da parte dell’operatore, sia per garantire il proprio lavoro in sicurezza, sia per scongiurare un rischio ambientale dovuto a operazioni non corrette.

Ci sono due aspetti da cui non è possibile prescindere: la conoscenza e il rispetto della corretta sequenza di introduzione dei singoli agrofarmaci all’interno dell’irroratrice e la modalità con cui la miscela stessa deve essere preparata.

Se queste operazioni non vengono eseguite correttamente, c’è il rischio che si formino e si accumulino concrezioni e depositi che potrebbero danneggiare la superficie dei filtri, la struttura della macchina distributrice e, non ultimo, potrebbero compromettere la bontà del trattamento stesso.

A tal proposito vi ricordiamo l’importanza di effettuare la verifica dell’attrezzatura per la distribuzione degli agrofarmaci, operazione che deve essere realizzata prima di iniziare i trattamenti, per garantire il perfetto funzionamento durante tutto il ciclo distributivo. Non dimenticate inoltre di eseguire il controllo obbligatorio funzionale delle vostre macchine irroratrici presso un centro autorizzato, almeno una volta ogni tre anni a partire dal 2021. Come già detto, un aiuto nella realizzazione della preparazione della miscela arriva dall’etichetta ministeriale degli agrofarmaci: osserviamo scrupolosamente quanto indicato nelle etichette dei singoli agrofarmaci, rispettandone anche le operazioni ivi riportate, oltre al buon senso nel considerare alcune indicazioni di massima.

Le polveri bagnabili (WP), ad esempio, devono essere stemperate in poca acqua, così da ottenere una buona sospensione da versare successivamente nel serbatoio dell’irroratrice, precedentemente riempito con acqua almeno per metà. Alcuni formulati liquidi, come ad esempio i concentrati emulsionabili (EC), hanno la tendenza ad aderire alle pareti delle bottiglie e dei flaconi che li contengono: necessitano, quindi, di operazioni di lavaggio e risciacquo più accurate. Anche l’acqua recuperata da queste operazioni di lavaggio va versata all’interno del serbatoio.

Talvolta può presentarsi l’esigenza di dover miscelare agrofarmaci con concimi o sostanze diverse (attivatori, coadiuvanti, antischiuma, etc…). In questi casi va valutata preventivamente la miscibilità dei prodotti (agrofarmaci e non) e aver verificato, con prove realizzate da strutture tecniche adeguate, la fattibilità della miscela stessa.

Le conoscenze sulle formulazioni e l’esperienza acquisita negli anni ha permesso di stilare una sequenza di immissione, riassunta nella tabella sottostante, che rappresenta un utile vademecum da seguire per assicurarci di introdurre i prodotti all’interno del serbatoio dell’irroratrice seguendo la sequenza corretta.

ATTENZIONE: il fatto che venga indicata una sequenza di 13 prodotti non significa che si debbano utilizzare ed introdurre per forza tutti!! Anzi, come abbiamo ricordato all’inizio di questo articolo, vi consigliamo di ridurre al minimo indispensabile il ricorso alle miscele e di non combinare mai molti prodotti nello stesso trattamento.

Come vi ho detto, la sequenza di immissione rappresenta solo una delle fasi nel ciclo di impiego di un agrofarmaco. Ci sono altre fasi, non meno importanti, per le quali è opportuno adottare comportamenti virtuosi. Vediamo le principali:

  •  durante le fasi di riempimento, trasporto e distribuzione, ad esempio, vanno prevenute ed evitate la tracimazione del liquido, causata dall’eccessivo riempimento, la formazione di schiuma e la cattiva o mancata chiusura del coperchio del serbatoio;
  • è inoltre essenziale garantire l’agitazione continua della miscela nel serbatoio, attraverso sistemi idraulici, meccanici, idromeccanici o pneumatici;
  • infine, la forma del serbatoio dell’irroratrice non deve presentare spigoli vivi, onde evitare il verificarsi di sedimentazioni dei prodotti fitosanitari e consentirne il rapido svuotamento.

Non ultimo per importanza, ricordiamoci sempre di risciacquare i contenitori vuoti degli agrofarmaci (almeno per tre volte, immettendo l’acqua di lavaggio all’interno del serbatoio dell’irroratrice), porli temporaneamente nel magazzino o in cassonetti dedicati, per essere poi consegnati a società specializzate per lo smaltimento secondo le disposizioni vigenti.

Buona miscela [con attenzione]!

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