Stress salino nelle piante ornamentali: come affrontarlo con Retrosal

Expert Centre Blog

Il viaggio nel mondo dei biostimolanti Syngenta prosegue con un approfondimento dedicato allo stress salino, una condizione che può compromettere la crescita e la qualità delle piante ornamentali. Dopo aver esplorato soluzioni per radici robuste (Radifarm e Kendal Root) , l'efficienza idrica (Talete), l'attività fotosintetica in condizioni di luminosità non ottimali (MC Cream), la carenza di calcio (Brexil Ca e Calbit C), la circolazione linfatica (Vitaseve) e la mitigazione degli stress abiotici (Megafol), ci concentriamo oggi sulle cause e sulle strategie per affrontare l’eccesso di sali nel suolo, nell’acqua di irrigazione e nei substrati di coltivazione.

Che cos’è lo stress salino?

Lo stress salino, causato da un'eccessiva concentrazione di sali nel suolo o nell'acqua di irrigazione, rappresenta una limitazione significativa per la produzione agricola. Questo problema è aggravato anche da pratiche agronomiche errate come l'irrigazione con acque di scarsa qualità e l'eccessivo apporto di fertilizzanti. 

Le piante sotto stress salino mostrano una riduzione della crescita, tossicità dovuta all'accumulo di ioni come Cloro e Boro, e una diminuzione della disponibilità di nutrienti essenziali, influenzando negativamente l'attività microbiologica del terreno. La salinità riduce il potenziale osmotico cellulare, causando disidratazione e compromettendo le funzioni metaboliche. 

Retrosal: supporto nella gestione dello stress salino

Retrosal è stato sviluppato e formulato per supportare le piante nella gestione dello stress salino e aiutarle a mantenere le proprie funzioni fisiologiche anche in condizioni di salinità.

La formulazione, arricchita con calcio, magnesio e specifici componenti, agisce secondo diversi meccanismi:

  1. Supporto all’equilibrio del sodio - La presenza di calcio, magnesio e altri componenti della formulazione contribuisce a sostenere l’equilibrio chimico-fisico del substrato e a favorire una migliore gestione della presenza di sodio.

  2. Miglioramento delle condizioni del substrato - I composti organici presenti nella formulazione possono contribuire a migliorare la struttura del substrato, favorendo una migliore circolazione dell’acqua e dell’aria e creando condizioni più favorevoli per l’attività radicale.

  3. Supporto alla tolleranza della pianta -  Retrosal induce la biosintesi di glicerolo, un osmolita che protegge le cellule dalla disidratazione e ripristina il turgore cellulare. Inoltre, stimola la produzione di cere (suberina e cutina) che agiscono come barriere fisiche nelle radici, riducendo l'assorbimento di sodio e migliorando la sopravvivenza della pianta.

  4. Supporto all’attività metabolica - In condizioni di stress, la pianta può ridurre la propria attività metabolica e fotosintetica. L’utilizzo di Retrosal, nell’ambito di un programma agronomico equilibrato, contribuisce a sostenere i processi fisiologici necessari alla crescita e allo sviluppo della coltura. Retrosal, infatti, migliora l'attività metabolica della pianta, inclusa l'induzione del ciclo di Krebs e il metabolismo degli zuccheri, fornendo l'energia necessaria per la crescita in condizioni ostili.

Quali vantaggi può offrire alle colture ornamentali?

Per le specie coltivate utilizzando il suolo come substrato, come ad esempio molte specie di colture da fiore reciso e alcune da vivaio, il problema dell’eccessiva salinità rappresenta spesso un grande problema. Ma anche per le specie coltivate su substrati di coltivazione e non direttamente sul suolo, condizioni di eccessi di salinità non sono rare.

Il rischio può aumentare in presenza di:

  • acque di irrigazione con elevata concentrazione di sali;

  • substrati con drenaggio insufficiente;

  • accumulo progressivo di fertilizzanti;

  • condizioni climatiche che favoriscono una forte evaporazione;

  • gestione non adeguata dei cicli irrigui.

In queste situazioni, Retrosal può essere inserito in un programma di gestione dello stress salino, insieme a un’attenta valutazione dell’acqua, del substrato, della fertilizzazione e delle esigenze della specie coltivata.

Serra con file di gerbere gialle e arancioni in fiore

Come prevenire lo stress salino?

La prevenzione parte dal monitoraggio. È utile controllare con regolarità la conducibilità elettrica dell’acqua e del substrato, verificare il drenaggio e calibrare la fertilizzazione in funzione delle reali esigenze della coltura.

Anche la gestione dell’irrigazione è importante: una distribuzione uniforme dell’acqua e un adeguato drenaggio aiutano a limitare l’accumulo di sali nella zona radicale. In caso di valori elevati, è necessario valutare con il proprio tecnico le strategie più adatte alla coltura e all’impianto.

Retrosal può rappresentare un supporto all’interno di questo approccio integrato, che deve sempre considerare la specie coltivata, la fase fenologica e le condizioni specifiche dell’azienda.

Nel prossimo capitolo del nostro percorso nel mondo dei biostimolanti parleremo dell’equilibrio vegeto-produttivo della pianta e di come un biostimolante possa contribuire al suo raggiungimento.

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gpf 19878 alessandro tulpen
Alessandro Aquino
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Syngenta Italia