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Fungicidi: come funzionano e come utilizzarli

Syngenta per il florovivaismo
07.10.2021

I fungicidi ci permettono di proteggere le colture da numerosi patogeni ma, a loro volta, hanno bisogno di essere “protetti” dall’insorgenza di fenomeni di resistenza che potrebbero comprometterne l’efficacia. In questo articolo scopriremo come questo obiettivo può essere raggiunto seguendo delle semplici raccomandazioni e linee guida.

 

 

Comprendere il funzionamento dei fungicidi, e quindi il loro meccanismo d’azione, è fondamentale non solo per implementare i programmi di difesa delle colture ma anche per minimizzare il rischio di selezionare popolazioni resistenti ad un determinato fungicida. Questo risulta fondamentale per mantenere efficienti ed efficaci i diversi programmi di difesa messi in campo per la gestione dei diversi patogeni. Dato che i principi alla base della gestione della resistenza sono simili, ti consiglio di leggere anche questo articolo nel quale lo stesso argomento viene analizzato per gli insetticidi. Considerando anche la costante riduzione del numero di sostanze attive autorizzate in floricoltura, diventa cruciale preservare le restanti molecole in modo da assicurare la loro efficacia nel tempo.

Un patogeno resistente ad un fungicida lo è spesso anche agli altri fungicidi caratterizzati dallo stesso meccanismo d’azione e che quindi ha come bersaglio o “target” gli stessi enzimi, strutture cellulari o precessi biochimici. Questo fenomeno è chiamato resistenza incrociata e deve sempre essere tenuto in considerazione nell’implementazione dei programmi di difesa. Di contro, questi stessi patogeni risultano ancora sensibili ai fungicidi appartenenti ad altre classi chimiche che presentano un meccanismo d’azione diverso e che quindi prende di mira altri target. Un fenomeno che possiamo considerare opposto alla resistenza incrociata, seppur raro, è quello della resistenza incrociata negativa, ovvero quando la resistenza a un fungicida conferisce una maggiore sensibilità ad un altro. Un altro fenomeno, indipendente da quelli appena descritti, è invece la resistenza multipla, cioè quando un patogeno acquisisce resistenza ad uno o più fungicidi con differente meccanismo d’azione. In questo caso le mutazioni responsabili della riduzione di sensibilità si sviluppano in maniera indipendente.

 

In realtà sarebbe più corretto parlare di isolato e non di patogeno in generale dato che isolati dello stesso patogeno presentano livelli di sensibilità diversi allo stesso fungicida. Dalla frequenza di questi isolati “mutati” all’interno dell’intera popolazione del patogeno dipenderà infine il livello di resistenza in ogni determinata situazione.

Per facilitare l’applicazione di corrette strategie anti-resistenza, oltre alla formazione sul corretto impiego e utilizzo degli agrofarmaci, molti fungicidi sono formulati con una o più sostanze attive, ovviamente con meccanismo d’azione differente. Un esempio è Alibi Flora, il nuovo fungicida antioidico Syngenta composto da due principi attivi con diverso meccanismo d’azione: azoxystrobin, che inibisce la respirazione mitocondriale bloccando il trasferimento di elettroni (codice FRAC 11), e difenoconazolo, il quale inibisce la biosintesi dell’ergosterolo della membrana cellulare (codice FRAC 3).

I codici FRAC sopra riportati, sempre presenti in etichetta, sono delle indicazioni molto utili per la programmazione delle strategie di difesa. Essi sono redatti dal F.R.A.C. (Fungicide Resistance Action Committee) - un panel di esperti che collabora a livello mondiale su tematiche legate alla resistenza ai fungicidi - e permettono di verificare prontamente se due o più fungicidi hanno lo stesso meccanismo d’azione (contraddistinti quindi dallo stesso codice) oppure possono essere miscelati o applicati in alternanza presentando meccanismi d’azione differenti (il codice sarà quindi diverso) per una corretta strategia anti-resistenza. Alibi Flora è stato sviluppato tenendo in considerazione questo aspetto: la complementarietà delle due sostanze attive è uno dei suoi punti di forza. Informazioni più dettagliate sui codici F.R.A.C. e sulla loro corretta interpretazione saranno condivise nei prossimi articoli.

Le caratteristiche intrinseche di un agrofarmaco sono solo uno degli aspetti da considerare quando si prepara un programma di protezione delle colture. La specie fungina, le condizioni ambientali e le pratiche agronomiche sono tutti fattori altrettanto importanti che richiedono un’attenta valutazione e devono sempre essere osservati nella loro complessità. Un’attenta analisi delle interazioni di questi fattori ci permette di avere una stima più accurata del rischio di resistenza complessivo (“overall resistence risk”).

 

 

Spero che questa panoramica possa essere di supporto alle scelte tecniche da affrontare nel florovivaismo per assicurare un programma di difesa che sia efficace e che preservi i fungicidi nel tempo.

Per maggiori informazioni sul FRAC visita il sito www.frac.info

 

 

 

 

 

 

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