consigli semina mais

MAIS: il primo passo di un percorso di successo? La fase di “SEMINA”.

Affrontiamo insieme 4 step fondamentali per una Semina efficace:

  • La preparazione del letto di semina        

L’obiettivo della preparazione del letto di semina è quello di mettere il nostro seme di mais nelle migliori condizioni per poter germinare. 

Conoscere la tessitura del terreno è fondamentale per valutare quali lavorazioni andare ad effettuare per ottenere la granulometria ideale.

Lavorazioni che rendono la granulometria troppo ridotta possono avere effetti controproducenti nel caso di terreni limosi o argillosi, favorendo la formazione uno strato superficiale troppo compatto, la meglio nota “crosta”.

Una granulometria troppo grossolana per contro può creare problemi in fase di semina e successivi problemi di emergenza della coltura.

Ultimo ma non meno importante, soprattutti in alcuni areali, la preparazione del terreno effettuata con un buon anticipo rispetto al periodo dela semina consente al terreno di trattenere l’umidità apportata da eventuali piogge prima della semina.

 

  • Il periodo ideale per la semina del mais

Complice sicuramente l’andamento metereologico degli ultimi anni, la tendenza il trend che stiamo vivendo è quello di anticipare sempre più le semine del mais.

E’ infatti vero che una semina “precoce” consente di anticipare il periodo della fioritura, evitando che questo vada a coincidere con il periodo di maggiore stress termico per la coltura.

Ma fino a che punto conviene anticipare?

L’atto della semina coincide con la prima vera fase del ciclo colturale del mais ma con esso si espone la coltura anche ai potenziali rischi. 

In cima alla lista dei rischi in questa fase vegetativa vi sono gli eventi climatici avversi e i danni causati da insetti e volatili.

Una semina troppo anticipata può infatti causare uno sviluppo molto lento della coltura, la quale rimane quindi esposta ai rischi sopra menzionati per più tempo e può risentire di questa “partenza lenta” anche per tutto il ciclo colturale. 

Insomma, non esiste una data precisa.

Il consiglio è quello di basarsi sulla conoscenza delle condizioni pedoclimatiche della zona in cui ci si trova e di non lasciarsi influenzare dall’andamento metereologiche di singole annate per prendere decisioni.

 

  • A che profondità si semina il mais?

La profondità di semina è uno dei parametri più importanti per garantire una emergenza rapida ed omogenea. 

La corretta taratura della seminatrice deve consentire di porre il seme a contatto con il terreno umido ma allo stesso tempo evitare di seminare a profondità troppo elevate.

In caso di una semina troppo profonda infatti, supponiamo 10 cm, la plantula potrebbe avere delle difficoltà ad emergere e a svilupparsi correttamente.

Mediamente una profondità che va dai 4 ai 6 centimetri, in condizioni di terreno e umidità normali, è la profondità ideale per garantire uno sviluppo rapido ed uniforme delle plantule, il che consente anche di limitare i danni causati da insetti terricoli (quali nuttue ed elateridi) o da uccelli.

 

  • Qual’è la densità di semina ottimale? 

La risposta è dipende.

Il primo fattore da considerare è la perdita fisiologica di qualche pianta, per svariati motivi. Questa perdita può variare dal 2/3% in condizioni ottimali del letto di semina e della stagione fino a raggiungere valorei del 15% in caso di terreni difficili.

Il secondo fattore da tenere in considerazione, tra quelli più importanti, è la genetica dell’ibrido che stiamo seminiando. Ogni ibrido infatti risponde in maniera diversa alla densità di semina in base alle sue caratteristiche.

Per essere sbrigativi (ma saremmo imprecisi) potremmo dire che la densità di semina media per avere una densità finale di circa 7,5 piante al metro quadro, tenendo conto di avere una perdita di piante tra il 5 e il 10%, si aggira tra i 7,9 e i 8,4 semi al metro quadro. 

Gli studi sulla genetica e in particolare sulla risposta del livello produttivo alla densità di semina si sono molto approfonditi nel tempo, al punto da includere in questi modelli altre variabili quali potenziale produttivo del campo, livello di fertilità e addirituttura indici satellitari.

La corretta densità di semina dipende quindi dalla genetica dell’ibrido e dalle potenzialità del campo, o meglio di ogni zona all’interno del campo. 

Un supporto prezioso per definire al meglio a quale densità seminare uno specifico ibrido può arrivare da piattaforme digitali come Cropwise Planting che, tenendo conto delle potenzialità del campo e di migliaia di prove effettuate in diverse condizioni, suggeriscono all’azienda agricola una densità di semina ideale per ogni zona del campo.

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