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Centro Ricerca Sementi grandi colture - Casalmorano

In Europa possiede sette stazioni di ricerca  e una di queste è situata a Casalmorano.
La stazione di Casalmorano svolge la sua attività per una vasta area geografica ed i mercati più importanti dove vengono commercializzati i prodotti sviluppati sono l’Italia, la Spagna, il Portogallo, la Grecia, la Serbia e la Turchia

Le persone che partecipano al progetto di ricerca della stazione di Syngenta a Casalmorano sono 16 collaboratori e circa una trentina di persone a tempo determinato. La maggior parte di queste opera in Italia, mentre altre sono dislocate in paesi come Spagna, Grecia e Turchia con l’incarico di testare i prodotti che vengono  messi a punto a punto in sede.

La dinamica della ricerca


La dinamica della ricerca è quella di riunire in una pianta caratteri positivi presenti in due piante diverse.

Ad es. abbiamo una pianta che ha una grande spiga ma poche radici; è molto probabile che col vento la spiga cada per terra e non sia disponibile alla raccolta. Una seconda pianta invece ha molte radici e una piccola spiga, e quindi una produzione sicura ma scarsa.

I principali obiettivi


I principali obiettivi dell’attività di ricerca che svolgiamo nella stazione di Casalmorano sono:

  • Creazione di ibridi di mais  per il mercato del Sud.
  • Aumento della  produttività e della resistenza alle principali malattie.
  • Aumento della  resistenza al calore ed alla bassa disponibilità di acqua.
  • Riduzione della presenza di micotossine sulla spiga.

Il metodo di lavoro


Il metodo di lavoro maggiormente impiegato fino a qualche anno fa è stato la selezione convenzionale che prevedeva 8 generazioni in autofecondazione. Durante queste generazioni di autofecondazione venivano effettuati  test di produttività in tre momenti differenti (al 4°, al 6° e all’8° anno). Il tempo medio per ottenere un nuovo prodotto era di 6 anni.

Oggi il metodo di lavoro maggiormente impiegato e quello dei “doppi-aploidi”.  Attraverso l’uso di un polline particolare si ottengono piante che hanno solo il patrimonio genetico dell’ovulo femminile. Queste, nei primi stadi di vita, vengono trattate con la colchicina, un ormone che consente di raddoppiare il patrimonio genetico ed ottenere piante omoziogoti al 100%. Sulle piante così ottenute viene eseguita una selezione ed effettuati test di produttività. Il tempo medio per ottenere un nuovo prodotto è di 4 anni.

Nel corso del processo di selezione i nostri prodotti vengono saggiati in diverse località e per almeno 4 anni. Anno dopo anno vengono avanzati solo i migliori. Nel primo anno testiamo 4000 nuovi ibridi in 8 località.

Al quarto anno proviamo 50 ibridi in 48 località distribuite in tutto il sud Europa: 21 in Italia, 10 in Spagna, 2 in Portogallo, 7 in Turchia, 4 in Grecia e 4 in Serbia. Ogni nuovo ibrido viene seminato su una superficie di 32 metri quadrati, ripetuto due volte per ogni località e confrontato con i migliori prodotti presenti sul mercato.

Il mais Syngenta in Italia


Prodotto  nelle province di Brescia, Cremona, Lodi, Pavia e Bologna, il mais Syngenta apporta un considerevole valore aggiunto per l’agricoltura regionale.

La nostra rete di produzione si avvale di 60 maiscoltori esperti e selezionati nel corso degli anni. Alla loro elevata tecnicità sementiera si aggiunge la dotazione di un’attrezzatura moderna e specifica per rispondere a tutte le esigenze della coltivazione.

Syngenta offre inoltre una pronta assistenza tecnica, che gestice la verifica delle operazioni in campo,  la relativa registrazione dei dati e l’organizzazione delle visite tecniche.
I nostri partner contribuiscono ad esprimere il massimo potenziale aziendale, massimizzando redditività e qualità del processo agricolo che va dalla semina al raccolto.

I risultati


Con queste tecnologie siamo riusciti a migliorare la quantità e la qualità dei raccolti.

  • L’aumento della quantità è la combinazione di due fattori: l’aumento della potenzialità produttiva della pianta determinata da una fotosintesi clorofilliana più efficiente ( un motore più potente ed efficiente che trasforma l’energia solare in granella di mais) e dalla difesa di questa potenziale produttivo dai naturali nemici quali gli agenti atmosferici violenti (temporali, vento, tempeste), le condizioni climatiche estreme (troppo freddo, troppo caldo, siccità) i parassiti (insetti, nematodi, ..) ed i funghi (carbone, helmiintosporium….)
  • L’aumento della qualità è invece in primo luogo un miglioramento dello stato sanitario della spiga e della granella, che consente tra l’altro una conservazione più lunga del prodotto. In secondo luogo è una specializzazione del prodotto: oggi abbiamo a disposizione mais che sono adatti a fare l’insilato, altri per il pastone, alcuni ottimali per le galline ed altri per i maiali. Ci sono mais per l’alimentazione umana ed altri per usi industriali (produzione di olio, di amidi, di proteine,…)