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Marciumi di radici e colletto: l’importanza della prevenzione

Syngenta per il florovivaismo
13.06.2022

Il momento del trapianto è una fase particolarmente cruciale per i produttori di colture floreali e ornamentali. Oltre a dover prestare massima cura al procedimento stesso, minimizzando gli stress a carico delle piante, anche i patogeni tellurici richiedono molta attenzione, rappresentando una concreta minaccia per le giovani piantine. Oomiceti come Pythium e Phytophthora possono infatti arrecare gravi perdite in campo e in serra, generando marciumi a danno degli apparati radicali e del colletto. La gravità dei loro attacchi può variare in funzione della coltura, evidenziandosi come particolarmente sensibili le piante del genere Chamacyparis, Taxus, le Ericacee e, in genere, molte specie floreali e ornamentali durante le fasi di crescita in semenzaio e di trapianto. Inoltre, può esservi anche una differente sensibilità varietale nell’ambito della medesima specie coltivata. Se non adeguatamente prevenute, entrambe le malattie, alle radici e al colletto, si manifestano visivamente con un veloce appassimento dei tessuti epigei seguito nei casi più gravi dal completo disseccamento dell’intera pianta o di sue porzioni. Le radici rimangono poco sviluppate e presentano vistose marcescenze. Al contempo, si sviluppano aree imbrunite sulle radici principali, particolarmente gravi nella zona del colletto. Dal punto di vista delle condizioni pedoclimatiche, entrambi i patogeni trovano condizioni ottimali di sviluppo in presenza di elevata umidità, specialmente se le temperature dell’aria sono comprese fra i 24 e i 28°C, loro optimum termico, sebbene temperature al di sopra dei 10°C siano già sufficienti per la germinazione delle zoospore. Quindi, anche a temperature inferiori a quelle ottimali, i due patogeni possono svilupparsi comunque, seppur più lentamente, rendendo comunque necessarie le più opportune pratiche di prevenzione.

Ridomil® Gold SL: la soluzione flessibile

Contro i marciumi delle radici e del colletto servono quindi soluzioni efficaci e flessibili, che incontrino al contempo le esigenze fitosanitarie in campo e quelle gestionali dei produttori. In tal senso, Ridomil® Gold SL si qualifica come autentico specialista contro i patogeni tellurici. Il fungicida si presenta come formulazione liquida a base di Metalaxil-m, contenuto in ragione di 465 grammi per litro. Dotato di spiccata sistemia, Ridomil® Gold SL risulta quindi ideale per i trattamenti al terreno contro Pythium e Phytophthora, sia in pieno campo, sia in serra. Una volta applicato il prodotto al suolo, la sostanza attiva penetra rapidamente nelle radici e si distribuisce tramite il sistema linfatico delle piante. In tal modo, l’azione antifungina può esplicarsi nelle diverse porzioni della pianta, garantendo anche una prolungata protezione dei tessuti vegetali. L’impiego di Ridomil® Gold SL è quindi da intendersi sempre in via preventiva, al fine di creare da subito uno scudo protettivo per le colture, sfruttando al contempo la buona persistenza della sua azione biologica.

Modalità di impiego

La formulazione liquida semplifica alquanto il dosaggio del prodotto, il quale si presta egregiamente anche all’applicazione tramite i più comuni impianti di fertirrigazione. Quanto a dosi di impiego su floreali e ornamentali, Ridomil® Gold SL va applicato in fase di semina o di pre-trapianto in ragione di 0,1 - 0,2 millilitri per metro quadro, da ripetersi dopo 30-40 giorni. In caso invece si sia nella fase di pre-invasatura, la dose da incorporare al substrato va calcolata in funzione del volume di terreno da trattare, fissandola a 6-7 millilitri per metro cubo.

 

In considerazione dell’esistenza di numerose nuove varietà delle diverse specie di piante floricole e ornamentali in vaso, è consigliabile effettuare saggi preliminari su un numero limitato di piante, prima di estendere il trattamento ad aree più vaste.

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